Elena Llorente-
Bernardo Rey qualifica se stesso come un “costruttore”. Non ama la parola “artista” anche se questa sarebbe la strada più facile per identificarlo. Si considera uno scopritore “dell’anima nascosta delle cose”. E’ un artefice di forme e d’idee che si materializzano in ombre e colori, ma anche in stoffe e cuoi che diventano corpi e smorfie, offrendo a loro volta un’anima ad opere teatrali.
Mostra virtuale
Elena Llorente-
Sembra che Diego Rísquez ami l’insolito, la luce, il ritmo, la danza così come le ama il protagonista del suo ultimo film “Reverón”, una visione degli ultimi trent’anni di vita del pittore venezuelano Armando Reverón. Presentata in occasione della Primavera latinoamericana - festival culturale organizzato a Roma tra gli altri dall’Istituto Latinoamericano - che comprende diverse manifestaziomi che sono iniziate a marzo e termineranno a maggio.
(Traduzione di Daniela Bossa)
Rimpicciolitori ti teste- Parte III
Osvaldo Leboso -
(Traduzione di Daniela Bossa e Flavio Barreiro)
Le famiglie degli Jibaros sono in pratica e per un 50 per cento poligamiche, in molti casi per il loro attaccamento all’unione familiare e in altri per la mancanza di uomini, provocata dalle lotte tra le tribu. Se un uomo si sposa con una donna che ha diverse sorelle, è probabile che anche loro lo scelgano come marito per non rompere il vincolo di convivenza che esiste fra di loro . Malgrado il primitivismo avvertito da alcuni etnologi, i rapporti sociali si sono evoluti: la donna non è una schiava ma è una compagna dell’uomo e ne condivide le attività.
Dalia Acosta e Ivet González *-
(IPS) – Dibattiti nella società civile, tensioni con l’opposizione, domande dal estero e paragoni inevitabili con il viaggio di Giovanni Paolo II nel 1998, hanno caratterizzato la visita di Benedetto XVI a una Cuba molto diversa di quella di 14 anni fa.
Foto: Plaza de la Revolución- L'Avana
Richard Sabogal-
Una caratteristica di questo romanzo della scrittrice venezuelana Susy Calcina Nagai è la freschezza con cui si legge. Non è un’opera semplice. È la storia di una famiglia, vista dall’ottica della prima generazione che si conosce in modo romantico, in mezzo a una protesta fra Giapponesi e Cinesi. Lei, figlia di un generale di altro rango, lui un semplice soldato italiano che compie i suoi anni di servizio militare.
Elena Llorente-
Eleonora Cassano è Evita Peròn in un balletto contemporaneo intitolato “Evita Duarte”, che sta compiendo una tournèe in Italia. Argentina ma dalle origini italiane, la Cassano riconosce che l’aver approfondito la personalità dell’ex prima donna argentina, morta 60 anni fa, le ha cambiato la danza e la vita.
Foto: Eleonora Cassano
AUGURI DONNE!
In questi siti potrete conoscere altre donne e i loro mondi...
Del carnevale boliviano che ha avuto luogo domenica 4 marzo atraverso la Via dei Fiori Imperiali di Roma fino al Colosseo, hanno partecipao circa 300 ballerini. I gruppi si sono preparati durante mesi per presentare le danze e i vestiti dei carnevali tipici del paese andino, tra cui la Morenada e la Diablada del Carnevale di Oruro, dichiarato dall' UNESCO Patrimonio Intangibile dell'Umanità. L'evento ha avuto il patrocinio della Ambasciata Boliviana a Roma e della Consulta Cittadina del Comune di Roma.
(Clickare la foto per vedere altre immagini ed ingrandire) (Tutte le foto sono cortesia di Roberto Pini)

Marcela Valente-
(IPS) - Quello che oggi sta accadendo nell’Unione Europea e negli Stati Uniti accadeva dieci anni fa in Argentina, quando il paese era un focolaio di proteste, e le strade delle sue città principali erano affollate da manifestanti che dicevano “basta!” al governo. Fu allora che si cominciò a scrivere una nuova storia.
“Quella crisi fu il risultato di politiche di aggiustamento imposte dal FMI (Fondo monetario internazionale) negli anni ’90, le stesse che hanno portato l’Europa a ritrovarsi oggi in questa situazione”, ha dichiarato a IPS la sociologa Norma Giarraca .
Foto: Buenos Aires, Obelisco.
Elena Llorente-
Cinque anni di ripetuti viaggi in Giamaica, da Los Angeles dove risiede, hanno permesso al giovane regista argentino Luciano Blotta di catturare l’anima del reggae, che è quasi lo stesso di dire l’anima della Giamaica. Il risultato è stato “Riseup”, un documentario di un’ora e mezza, dove si raccontano tre storie di giovani giamaicani, i loro sogni, le loro realizzazioni, i loro fallimenti.
Foto: Luciano Blotta in Giamaica.
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Patricia Mayorga-
“Chi ha ucciso Lumi Videla?” (Ed Mursia, 2012) è la storia di Emilio Barbarani, un diplomatico italiano che sfidò la polizia segreta del dittatore cileno Augusto Pinochet per salvare centinaia di vite umane. E’ una storia vera, e finora in gran parte sconosciuta, quella che Barbarani racconta nel libro, un memoriale che fa riemergere dal passato i fantasmi del colpo di Stato di Pinochet contro il governo socialista di Salvador Allende, nel settembre 1973.
Camilo Segura Alvarez*-
(IPS) Durante la chiusura del Foro Sociale del VI Summit delle Americhe, realizzato a metà aprile a Cartagena de Indias (Colombia), il segnale televisivo si è interrotto, cosa che ha generato proteste da parte degli indigeni. Però l'incidente non ha impedito che comunque si ascotase la parola di Abya Yala, nome precolombiano di America.
Disegno di Flavio Barreiro www.danielina.it
(Traduzione di Daniela Bossa e Flavio Barreiro)

Danilo Valladares-
(IPS) - Il calendario maya non prevede nessuna catastrofe globale, né tanto meno la fine del mondo. Ma le risorse naturali del pianeta, quelle sì, sono in grave pericolo a causa dell’attività umana, avvertono anziani e attivisti indigeni intervistati in Guatemala.
Foto: Calendario Maya

(Flavio Barreiro. www.danielina.it)
Elena Llorente-
“La rivoluzione deve rivoluzionare se stessa, preservando la giustizia sociale. Questo è un momento di importanti cambiamenti a Cuba. Stiamo andando avanti e ve lo vogliamo dimostrare”, ha detto l'ambasciatore di Cuba in Italia, Milagros Carina Soto Agüero, quando ha presentato nella sede dell' IILA, l'Istituto Italo Latino Americano di Roma, le opportunità per gli investimenti di aziende straniere.
Inés Massone
Quando il gruppo di studenti di Archeologia dell’Università la Sapienza di Roma è arrivato in Nicaragua, più precisamente a León, il museo con il patrimonio archeologico precolombiano della cultura indigena Sutiaba stava in cattive condizioni e molti pezzi accantonati senza classificazione né cura.
Foto: Piatto Sutiaba (dal Catalogo del Patrimonio Archeologico Precolombiano dei Sutiaba)
Marcela Valente-
(IPS) - Nate durante la crisi economico-finanziaria del 2001-2002, le cooperative in Argentina sono diventate un rapido strumento per la partecipazione delle donne in settori considerati tradizionalmente maschili.
Elena Llorente-
“Questa professione ci impedisce di essere atei. Bisogna credere per forza nei miracoli”, dice Ettore Scola. Il regista italiano e un altro grande del cinema, il brasiliano Nelson Pereira dos Santos, hanno partecipato ad un incontro organizzato dall’ Ambasciata del Brasile a Roma, durante il quale hanno commentato, tra il serio e il faceto, il lavoro di un regista e il significato del cinema, in due paesi con delle culture e condizioni geografiche e socioeconomiche completamente diverse.
Foto: Nelson Pereira dos Santos e Ettore Scola (Simona Caleo)

Daida García-
Molti conoscono la fama internazionale della Repubblica Dominicana come paradiso caraibico con spiagge dalla sabbia bianca e dalle acque azzurre, calde e trasparenti, come quelle di Puerto Plata e La Romana. Ma pochi sanno che questa isola possiede inoltre una delle ricchezze storico-culturali più interessanti dell’America Latina, così come innumerevoli attività per godersi delle belle vacanze.
Elena Llorente-
Nessuno poteva immaginare che due film latinoamericani sarebbero stati premiati nel sesto Festival Internazionale del Film di Roma conclusosi il passato 4 novembre. Il primo, “Un cuento chino” (il quale in inglese è stato ribattezzato “Chinese take away”) dell’ argentino Sebastián Borensztein, ha vinto il principale premio della Giuria, il Marco Aurelio al Miglior Film, ma anche quello del pubblico, con una satira interessante che è riuscita a conquistare le risate e gli applausi del pubblico. Il secondo, l’ecuadoriano “En el nombre de la hija” di Tania Hermida, è stato premiato nella sezione “Alice nella città”.
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